Melania e le sue storie piccanti

La vita mi ha riservato molti piaceri, uno di questi è senza dubbio interessarmi al sesso. Eccovi una delle mie storie piccanti.. Mi è sempre piaciuto godere e far godere, e non ho problemi a riconoscere che lascerei tutto pur di riuscire a mettere le mani su una bella “nerchia turgida“, che appartiene a un maschio voglioso. Mi chiamo Melania e da quando sono maggiorenne, ho fatto di tutto per avere storie di sesso che possano soddisfarmi, sia corporalmente che mentalmente.

La mia vita.

Nata da una famiglia agiata quasi 28 anni fa, ho iniziato ad interessarmi del sesso fin da giovanissima, ho dovuto attendere però i miei 18 anni per sfuggire al grande controllo che la mia famiglia esercitava sulla mia esistenza. I miei genitori sono sicuramente “vecchio stile”, permeati da quel bigottismo che vietava i rapporti sessuali alle ragazze. La situazione, che vivevo con inquietudine, è cessata il giorno dopo il compimento dei miei diciott’anni, ho atteso infatti l’arrivo della maggiore età per abbandonare il mio paesino d’origine, e trasferirmi in una grande città, città nella quale ho iniziato a godere della mia libertà, e non solo di quella.

La mia prima volta.

Come tante ragazze, per me la verginità non era un dono ma un problema, per questo appena arrivata al Nord ho fatto di tutto per liberarmene. Ricordo che ero ospitata a casa di una mia amica, li sul suo letto mentre lei lavorava sono stata “sverginata” dal suo ragazzo, un uomo sicuramente più esperto di me e abbastanza attraente per convincermi ad “aprire le cosce” una settimana dopo il mio arrivo. La storia è durata per qualche mese, lui non lavorava mentre la mia amica si, e io nel frattempo accumulavo “esperienza” tra le lenzuola. È stato quello il periodo in cui ho acquisito la consapevolezza che con un bel corpo, con la voglia di fare sesso, e soprattutto con la gioia di vivere, tutto era possibile. Iniziavamo a scopare di mattina presto. Neppure il tempo che la sua donna uscisse di casa, che io abbandonavo la stanza degli ospiti per prendere il suo posto nel letto caldo e “accumulare esperienza“. In quel mese ho imparato i segreti con cui una donna porta il suo compagno di giochi all’orgasmo, ho imparato a usare la mia bocca, la mia lingua, la mia figa. La storia con il mio primo uomo si interruppe presto, la causa fu un ritorno improvviso della sua donna, che scoprendomi in ginocchio intenta ad esercitare l’arte del pompino, mi buttò fuori di casa.

La mia prima sistemazione.

Sola e senza un soldo capii immediatamente il valore che il mio corpo rappresentava per gli uomini. Ero e sono una bella donna, tutte le curve al posto giusto, un seno nè tanto grosso ma neppure piccolo, un culetto sodo. Mi sistemai in un alberghetto di periferia, e immediatamente trovai un posto di lavoro come cameriera in un bar. Il padrone, un bel pugliese, il secondo giorno mi fece capire che la mia posizione lavorativa sarebbe potuta migliorare, se fossi stata “gentile” con lui. Era un bell’uomo, non era sposato, mi dissi “perché no?” Diventai la sua donna, lo facevo “felice” dovunque e in qualsiasi ora della giornata, amava particolarmente l’oral e mi specializzai in pompini, facendone alcuni che come lui stesso diceva “facevano resuscitare i morti”. Sono brava con la bocca, e non mi vergogno di dire che spesso i miei amanti ambiscono a godere dentro di essa. Negli anni ho “affinato la tecnica”, alterno veloci succhiate dell’asta con leccate profonde, che partono dalla base del pene fino ad arrivare sulla cappella. Leccando guardo gli uomini negli occhi, ho scoperto che li fa impazzire e devo riconoscere che piace anche a me scrutarli mentre i loro occhi si illuminano di piacere. Non ho mai avuto problemi a “bere“, non siamo in tante ad “ingoiare” e farlo dona sicuramente un maggiore piacere, soprattutto se riusciamo a non perderne neppure una goccia. Quelli sono stati anni belli, lui non aveva problemi di soldi e di fatto passavamo la giornata a scopare. È stato a lui che ho donato per la prima volta il culo, era ossessionato dal possederlo, e alla fine in una serata per me speciale, quella del mio ventiduesimo compleanno l’ho fatto. Ricordo il pizzico di dolore provato quando il suo cazzo forzò il mio retto, dolore subito sostituito dal piacere di sentire il suo movimento di va e vieni dentro il mio corpo, un movimento che amplificava il piacere e mi donava, e mi dona tutt’ora, un senso di riempimento impagabile. Come tutte le cose belle però anche quella storia arrivò al termine, troppa la mia voglia di tradire per un uomo geloso come lui.

Il mio equilibrio.

Presi casa da sola e da allora vivo con la massima libertà, una libertà che mi permette di portarmi a letto chi voglio. Sono stata con uomini sposati e con quelli innamorati, con giovinetti e anziani, con padroni e schiavi, negli ultimi 10 anni ho sondato le strade del piacere sessuale e sempre ho goduto della situazione. In qualche occasione ho “assaggiato” anche la figa di una donna. E’ successo in alcuni “giochi di coppie” che mi sono ritrovata a fare. Una di queste la ricordo con piacere, erano una coppia di quarantenni, lei bisessuale e lui guardone, li incontrai sperando di poter avere a disposizione un’asta con cui giocare, mi ritrovai invece con la lingua della donna fra le cosce. Fu una delle avventure più belle che ho avuto, ricordo la mia compagna inginocchiata tra le mie gambe, così come ricordo lo sguardo del marito estasiato che vedeva la sua donna dare piacere ad una sconosciuta. Quel giorno conobbi il piacere dell’amore lesbico, un amore che ogni tanto fa parte delle mie avventure sessuali. Mi posso definire una “bisex curiosa“, e non sono rare le volte che tra le mie lenzuola dorme una donna.

Il presente.

Non rinuncio mai a un bel maschio da scopare, cerco sempre avventure che mi possano attirare e lo faccio in ogni momento della giornata. Lo faccio al lavoro, su internet, in palestra. Mi piace provocare e per questo quasi ogni sera ho un nuovo compagno di gioco. Spesso ho storie che durano qualche mese, ma più frequentemente sono “incontri veloci” limitati a uno o massimo due scopate. Non mi definisco una puttana, ma solo una donna che ama il sesso, un sesso che pratico in ogni modo possibile. Ultimamente ad esempio sono attirata dagli “uomini sottomessi“, per loro divento una regina, per avermi sono disposti persino a farsi inculare, cosa che frequentemente faccio grazie ad alcuni strap che negli anni mi hanno regalato. Non sono rare le volte che gioisco a vedere uomini sposati, a volte anche importanti, che si mettono a “pecora” e allargano le chiappe allo scopo di essere trattati da “cagne in calore“. Mi diverto a sodomizzarli, un divertimento che ricompenso di solito quando alla fine li porto al godimento con la mia bocca. Mi diverto sempre e comunque e questo mi porta ad essere felice, una felicità che non vedo nelle donne definite “tranquille“, e che mi fa capire quanto sono fortunata ad amare il …sesso.

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