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	<description>Storie erotiche per adulti</description>
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		<title>Sei  “campanellini d’allarme” che il corpo segnala quando hai bisogno di sesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 09:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog Erotico]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi studi indicano che fare sesso più volte a settimana dà benefici di vario genere: ci aiuta a alleviare lo stress, migliora il sonno, aumenta l’intimità della coppia, migliora la salute del cuore, migliora l’immunità ed aiuta ad abbassare la pressione del sangue. Il basso comunica con l’alto e viceversa. È il corpo a segnalare quando il cervello e l’organismo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi studi indicano che fare sesso più volte a settimana dà benefici di vario genere: ci aiuta a alleviare lo stress, migliora il sonno, aumenta l’intimità della coppia, migliora la salute del cuore, migliora l’immunità ed aiuta ad abbassare la pressione del sangue.</p>
<p>Il basso comunica con l’alto e viceversa. È il corpo a segnalare quando il cervello e l’organismo ne hanno bisogno attraverso dei “campanellini d’allarme”:</p>
<p>1) Il segnale più percettibile è l’autoerotismo ovvero il ricorso al “fai da te” che non è un male, ma può diventarlo soprattutto se si vive un rapporto di coppia. </p>
<p>2) Poi c’è il  “pensiero fisso”, ovvero si pensa con regolarità al sesso, che si brama e una volta ottenuta ci si sente liberi. </p>
<p>3) Uno dei campanelli d’allarme più rilevanti sono le “fantasie diurne” ovvero rappresentazioni mentali costruiti dall’inconscio. 	</p>
<p>4) Da non sottovalutare è un’ improvvisa attrazione sessuale. A volte accade che all’improvviso, una persona che non credevi attraente, inizia improvvisamente a ispirarti fisicità.</p>
<p>5) Molti esperti indicano il cattivo umore come mancanza di una giusta dose di intimità, momenti in cui qualsiasi cosa sembra insopportabile. </p>
<p>6) Nei momenti di “necessità” cambia anche la stimolazione sessuale. Un gesto, un comportamento, lo stesso tatto, sembrano cambiare, producendo uno stimolo erotico oltre la normale carica che quel gesto o quella situazione hanno.</p>
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		<title>La verginella porcella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 14:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Orge/Gang Bang]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
		<category><![CDATA[eros]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[sexy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano anni che non facevo altro che leggere romanzi Harmony, fantasticando sui protagonisti delle storie erotiche che divoravo: audaci e prorompenti maschioni dal corpo scultoreo, che sognavo pronti a sbattermi in gruppo, in riva al mare, riempiendomi la figa ed il culo con il loro favoloso cazzone per soddisfare la mia sete di sborra e placare le mie voglie da</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano anni che non facevo altro che leggere romanzi Harmony, fantasticando sui protagonisti delle storie erotiche che divoravo: audaci e prorompenti maschioni dal corpo scultoreo, che sognavo pronti a sbattermi in gruppo, in riva al mare, riempiendomi la figa ed il culo con il loro favoloso cazzone per soddisfare la mia sete di sborra e placare le mie voglie da vera cagna in calore quale sono sempre stata, ma che per imbarazzo e ipocrisia ho sempre nascosto a tutti. Ero arrivata a 19 anni ancora verginella, non avevo mai provato un cazzo nella figa o nel culo, né spompinato un mio coetaneo o un uomo più grande, ma ogni sera, quando i miei cattolicissimi genitori andavano a letto, dopo aver detto la mia bella preghierina, prendevo vibratori e palline anali che nascondevo sotto al mio letto per masturbarmi come una vera zoccola.<br />
Ogni volta che mi masturbavo lasciavo la porta aperta, come se volessi essere scoperta dai miei, un rischio che mi riempiva il cuore di terrore, ma che allo stesso tempo mi regalava un brivido di piacere infinito, che finiva per amplificare il mio godimento. Tra l’altro lasciando la porta aperta avevo come la speranza che un gruppo di motociclisti potesse sfondare la porta della mia villetta per poi buttar giù anche quella della mia stanza e fottermi lì, sul mio letto, mentre li invitavo a spingere sempre più forte, a riempirmi la figa ed il culo ed inondarmi di sborra tra gli sguardi attoniti dei miei genitori.<br />
Sognavo, sognavo, sognavo, non potevo fare a meno di fantasticare su scopate favolose, ma non riuscivo a sbloccarmi nella realtà: per le mie coetanee ero una figa di legno, la stessa cosa per i ragazzi, dai quali fuggivo imbarazzata e che manco mi guardavano più nonostante fossi una ragazza piacente, anche se facevo in tutti i modi per imbruttirmi: non mi truccavo mai, non curavo i miei capelli, indossavo grossi maglioni per nascondere la mia quinta di seno).  E poi, un bel giorno..<br />
Nel tornare a casa da scuola i miei genitori mi presentarono Rocco, il figlio di Ettore, il loro amico più caro che mi aveva fatto da padrino al battesimo, una scelta ovvia, visto che a legarlo ai miei genitori era la sua continua “fame di preghiere, incontri e pellegrinaggi: al pari dei miei non si perdeva un evento religioso e non dimenticava mai di ringraziare il “Signore Dio” per tutte le cose belle e anche per quelle brutte che ci donava ogni giorno. Era un vero devoto e suo figlio Rocco, sembrava non essergli da meno. Per quale motivo non avevo mai conosciuto Rocco nonostante fosse quasi mio coetaneo?<br />
In realtà avevo un vago ricordo di lui, visto che i suoi genitori l’avevano mandato via di casa all’età di 8 anni: spedito in un collegio svizzero a studiare e rimediare alla sua condotta immorale, provocatoria e lasciva. Una scomoda verità che avevo conosciuto per vie traverse, attraverso le chiacchiere delle persone del paese e che mai e poi mai i miei genitori mi avrebbero rivelato. Stando a quei racconti, da bambino Rocco era un vero perverso, un fanciullo aggressivo e violento pieno di fantasie sessuali nonostante la sua tenera età, ma ora era lì di fronte a me e sembrava un agnellino, più bigotto e devoto al signore di suo padre Ettore, dato che a suo pari non mancava di cogliere l’occasione per ringraziare Dio.<br />
Mi chiesi fra me e me : cosa gli avevano fatto in Svizzera? Come avevano fatto a ridurre così un bimbo tanto perverso ed esuberante? Per fortuna le mie domande trovarono risposta ….<br />
Un giorno di ritorno dalla scuola, trovai un bigliettino sul tavolo con il quale i miei genitori mi avvisavano che erano dovuti correre improvvisamente al capezzale di un uomo che viveva a 30 chilometri dal nostro paese per confortarlo con la preghiera. Invitandomi ad andare a mangiare da Rocco, il figlio di Ettore che avevo appena conosciuto, e che sarebbe tornato dall’Università in tempo utile per il pranzo.<br />
Ero restia ad andare a casa di Rocco, visto che avrei preferito godermi la libertà di casa, masturbarmi in tutta tranquillità con i miei amatissimi cazzi di gomma, invece che sorbirmi le stronzate di un ex bambino discolo a cui avevano lavato il cervello fino a ridurlo ad un fottuto moralista bacchettone sempre pronto a baciare l’anello al monsignore di turno e ringraziare il signor Dio anche quando lo prendevano a calci nei coglioni. “Porgi l’altra guancia”, non faceva altro che ripeterlo …. Dio mio che sfigato!<br />
Eppure quel giorno decisi di andare a casa sua, di mangiare con lui. Il motivo? Ero incuriosita da quel cambiamento radicale, non capivo come potesse essere possibile una cosa del genere ed in cuor mio avevo come il sospetto che Rocco fingesse, che fosse un formidabile attore al pari mio, che in tutti questi anni avesse imparato a fingere santità per non soccombere a causa delle dure punizioni dei preti che avevano il compito di educarlo. Una fantasia la mia, una fantasia perversa che mi eccitava, anche perché Rocco aveva un corpo scultoreo, era un gran figo nonostante la sua anima da sfigato: era stato un vero peccato ridurlo come un cazzone senza spina dorsale.<br />
E fu con questo spirito che andai a casa sua e lui mi accolse premurosamente, invitandomi a mettermi a tavola e a mangiare, ovviamente dopo aver pregato insieme fino a far freddare il pranzo: “che sfigato!”<br />
Una volta terminato il pranzo avrei fatto carte false per sottrarmi dai suoi discorsi noiosi, ma ecco che mentre iniziavo a pensare a qualche stratagemma per sottrarmi ai suoi predicozzi da quattro soldi, lui mi fa: “ho una bella sorpresa per te”. Ed ecco che dalla sua porta entrano 3 uomini muscolosi (di cui uno di colore) che mi guardano con fare ambiguo.<br />
Non capivo cosa stesse succedendo, anche se la mia perversa fantasia mi aveva portato a fantasticare sin da subito, ma uno come Rocco non avrebbe mai organizzato un’orgia con una sconosciuta, impossibile pensare una cosa del genere per uno come lui…   o forse no?<br />
Non ebbi neanche il tempo di chiedermelo che subito Rocco mi prese per i capelli e mi infilò il suo cazzone in bocca invitandomi a ciucciare al grido di “dai succhiami il cazzo lurida puttana, credevi che fossi un impotente come quel frocio di mio padre, eh? Mi ha mandato a studiare dai preti in Svizzera quel coglionazzo credendo che fossero in grado di lavarmi il cervello, tzè”.<br />
Ero tanto intimorita quanto eccitata dalla perversione e dal sadismo di Rocco che mentre mi spingeva il suo cazzo fin giù in gola tenendomi stretta per i capelli, invitava gli altri a rompermi il culo e la figa perché era giunta l’ora di mettere fine alla mia verginità: e così fu.<br />
Due uomini mi presero con foga, rompendomi il culo e la figa mentre Rocco continuava a sbattermelo in bocca fino a sborrarmi in faccia. La stessa cosa fecero i suoi amici nella mia figa e nel mio culo. Un teatrino violento e orgiastico che andò avanti per 3 lunghe ore, con loro che si cambiavano di posizione di volta in volta: fu fantastico prendere in culo il cazzo di Rocco mentre lui mi dava della troia rotta in culo.<br />
Un’orgia che da allora si ripete ogni mercoledì, grazie al fatto che i miei genitori e quelli di Rocco sono impegnati in un incontro di preghiera, incontro che sia io che lui evitiamo adducendo la scusa dello studio.Grazie Dio! </p>
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		<title>Una ragazza tutta casa, chiesa e..</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autoerotismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano le 9 di sera quando mia cugina bussò alla mia porta per chiedermi di ospitarla per una settimana insieme a Svetlana, una biondona russa di 19 anni che aveva il compito di ospitare per via del progetto di scambio culturale organizzato dalla sua scuola. Mi supplicò, visto che i suoi stavano per divorziare e non voleva fare brutte figure</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.raccontieros.com/una-ragazza-tutta-casa-chiesa-e/">Una ragazza tutta casa, chiesa e..</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.raccontieros.com">Racconti Eros</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano le 9 di sera quando mia cugina bussò alla mia porta per chiedermi di ospitarla per una settimana insieme a Svetlana, una biondona russa di 19 anni che aveva il compito di ospitare per via del progetto di scambio culturale organizzato dalla sua scuola. Mi supplicò, visto che i suoi stavano per divorziare e non voleva fare brutte figure con la sua nuova compagna russa, una ragazza timida, riservata e a suo dire tutta casa e chiesa (come mia cugina del resto), la quale, a sua volta, fra 3 mesi l’avrebbe ospitata a Mosca. Nonostante mi avesse colto di sorpresa, accettai prontamente, dato che vivevo da solo ed ero rimasto stregato da quella “suora” dell’est Europa dai lunghissimi capelli color oro, un culo da favola nascosto da una lunga gonna castigata, enormi tette che invano cercava di nascondere in maglioni slabbrati e labbra carnose che avrebbero fatto invidia alle migliori succhiacazzi della storia. Ero eccitato più che mai da quella ragazza, che mi aveva salutato timida ed imbarazzata e con la stessa vergogna aveva esclamato un “Crazie” in un italiano stentato per poi far partire uno strano sorriso mentre a testa china sembrava osservare il mio cazzo, diventato più duro del marmo di fronte a quella gnocca da infarto. Quella sera cenammo insieme, io, mia cugina ed ovviamente Svetlana, conversando del più e del meno e di quanto, sia per lei che per mia cugina, fossero fondamentali la fede e la preghiera, le uniche in grado di riempire il vuoto esistenziale, il grosso buco dell’anima. Un discorso che entrambe affrontavano con trasporto, facendomi quasi sentire in imbarazzo, per poi scambiarsi degli strani sguardi di complicità. Notavo una strana malizia nei loro occhi, ma data l’incrollabile fede di mia cugina ed il suo costante timore del Dio castigatore, mai e poi mai avrei potuto pensare a ciò che sarebbe accaduto di lì a poco..</p>
<p>Fu così che dopo qualche ora trascorsa a chiacchierare, ci salutammo per ritirarci nelle nostre stanze e dormire. Invitandole a chiamarmi per qualunque necessità, visto che la mia stanza era di fronte alla loro. Anche questa volta entrambe si scambiarono uno strano sguardo di complicità.. Spente le luci e avvolto da un silenzio tombale nell’attesa di prender sonno, dopo qualche ora a girarmi e rigirarmi nel letto turbato dagli sguardi di mia cugina e Svetlana, sento degli strani rumori provenire dalla loro stanza. Mi alzo prontamente, con l’obiettivo di chieder loro cosa fosse successo, ma prima di aprire la porta della loro stanza sento mia cugina urlare a Svetlana “quel crocifisso infilamelo tutto nella figa, troia dell’est succhiacazzi che non sei altro”. Prontamente mi fermo sull’uscio della porta impietrito ed eccitato ed inizio a spiarle dalla serratura: quella brava ragazza di mia cugina se ne sta a gambe spalancate tenendosi aperta con le mani la sua figa slabbrata mentre Svetlana gliela riempie tutta con un grosso crocifisso, sbattendoglielo dentro con foga, come a volergliela rompere, mentre gli dà della puttana italiana ipocrita. </p>
<p>Mai e poi mai mi sarei aspettato di vedere una cosa del genere: due porcone matricolate (di cui una mia cugina) travestite da suore in casa mia, intente ad offendersi e a masturbarsi con un crocifisso nella figa ed io con il cazzo duro a spiare contro la porta, desideroso di aprirla e scoparmele seduta stante per farle godere come delle vere troie in calore.<br />
Seguitai a spiare per circa 15 minuti: continuarono ad offendersi dandosi reciprocamente delle troie succhiacazzi rotte in culo affamate di sborra calda mentre altrettanto reciprocamente si infilavano il crocifisso in tutti i buchi possibili e immaginabili. Fu fantastico vederlo sparire nel culo sodo di mia cugina mentre lei era impegnata a gemere come una cagna in calore.  Mi ero quasi convinto ad entrare per fottermele a quelle due ipocrite di merda, quando entrambe si fermano e urlano contro la porta: “dai, entra impotente segaiolo che non sei altro, lo sappiamo che ti nascondi dietro la porta e ci stai spiando. Entra, ti stiamo aspettando lurido pesce moscio”.<br />
“Come avevano fatto a scoprirmi?” Neanche il tempo di chiedermelo che Svetlana apri la porta, mi afferrò con foga per poi buttarmi sul letto e attaccarmi con delle manette alla spalliera, mentre mia cugina mi urlava: “non provare a rivelare il nostro segreto o la pagherai cara. Ricordati che io sono la tua amorevole cugina tutta casa e chiesa e le cose devono restare così, altrimenti..”   e si fermò. Io dal canto mio ero troppo eccitato per chiederle spiegazioni, il mio cazzo era duro come il marmo alla visione delle tettone di mia cugina e Svetlana che avevo scoperto nascondere delle anime da maiala. Ero nelle loro mani, avevo una mano attaccata al letto, non potevo muovermi, non avevo la possibilità di sfuggire al loro controllo, ma nonostante la situazione di pericolo non potevo fare a meno di eccitarmi. Motivo?</p>
<p>Entrambe si slinguazzavano a 30 centimetri da me infilandosi crocifissi e ogni genere di simulacro religioso nella figa e nel culo. Iniziai a masturbarmi con la mano libera mentre le vedevo esibirsi in questo favoloso teatrino saffico e blasfemo, desideroso più che mai di scoparmele a sangue. Pregavo loro di liberarmi, promettendogli di farle godere come delle vere troie con il mio cazzone, ma loro per tutta risposta continuavano a lesbicare fra loro guardandomi con fare malizioso, per poi tirarmi qualche schiaffo al grido di “taci frocio impotente, non sei degno di profanare il nostro culo e la nostra fica, sei solo un peccatore, brucerai fra le fiamme dell’inferno . Fossi stato un monsignore allora sarebbe stato diverso”. E così seguitarono per 2 ore, mentre io continuavano a segarmi con foga immaginando di sbatterle in tutti i modi possibili e immaginabili. Venni 4 volte, schizzando la mia sborra sui loro volti e tutte le volte fui costretto a recitare un “atto di dolore” per rimediare a questa mia insolenza mentre loro mi facevano colare i loro umori sul volto e sul petto. Ero stanco, distrutto, le invocavo di liberarmi, ma loro per tutta risposta pensarono bene di togliermi tutti i vestiti e farmi indossare un vestito da frate francescano, per poi scappar via ridendo, lasciandomi lì da solo, bloccato a letto, cosparso ed immerso nei loro umori e nella mia stessa sborra. </p>
<p>L’indomani mia cugina venne a farmi visita con i miei genitori dicendo loro che l’avevo chiamata affermando di avere una sorpresa per loro: non dimenticherò mai lo sguardo della mia devotissima madre quando mi trovò legato al letto con un vestito da frate macchiato e puzzolente di sborra ed umori e la scritta sul muro: “sono un porco blasfemo, Dio mi punirà per quello che ho fatto stanotte” e quelli di mia cugina e Svetlana che, mentre erano intente a fingere indignazione, seguitavano a guardarsi con fare malizioso ridendo “sotto i baffi”.</p>
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		<title>Carlotta e mio fratello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 12:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cuckold Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Frequento l’ultimo anno di liceo scientifico e da circa sei mesi sono fidanzato con una mia compagna di classe di nome Carlotta. Dopo circa due settimane da quando stavamo insieme me la diede per la prima volta, e da quel giorno, quasi ogni pomeriggio me la portavo a casa, e sperimentavamo sempre nuove posizioni. Un pomeriggio la telefonai dicendole che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Frequento l’ultimo anno di liceo scientifico e da circa sei mesi sono fidanzato con una mia compagna di classe di nome Carlotta. Dopo circa due settimane da quando stavamo insieme me la diede per la prima volta, e da quel giorno, quasi ogni pomeriggio me la portavo a casa, e sperimentavamo sempre nuove posizioni. Un pomeriggio la telefonai dicendole che avevo una sorpresa, e la feci venire a casa mia. Naturalmente capi’ subito di che tipo di sorpresa si trattava, e si presentò  vestita con un paio di jeans elasticizzati, da cui si poteva notare il suo culo sodo come una pietra, e il solco della sua fica, perche’ non aveva le mutandine.</p>
<p>Dopo averla spogliata la misi sul letto matrimoniale dei miei, dove cominciammo subito a fare un bel 69; mentre lei mi succhiava il pene io potevo sentire i suoi umori caldi cominciare a colare dalla fica, ne presi un po’ sul dito e gilelo ficcai nel culo per lubrificarlo. Inizialmente si oppose, ma quando il suo buco vergine cominciava ad allargarsi comincio’ a provare piacere, e mi disse di continuare a sditalinarla con foga. Il suo culo si allargava a vista d’occhio, e Carlotta era talmente impegnata a prendersi il mio cazzo in bocca che non si accorse del vibratore che avevo preso in mano, e che subitogli ficcai in culo. Entrò con molta facilità, e a questo punto le ficcai pure il mio cazzo, nella fica grondante di liquido vaginale. Potevo sentire il dildo attraverso il sottile strato di pelle tra il suo culo e la sua fica, mentre Carlotta agitava sempre piu’ forte quel vibratore nel suo culo io pompavo con decisione quella fica ormai bagnata come un fiume in piena. Tirai fuori cazzo dalla fica, per svuotare subito dopo la mia sborra nella sua calda bocca, che bevve tutto senza problemi. Carlotta, lasciandosi il dildo nel culo, si arrabbio’ per la velocita’ del mio orgasmo, e mi disse che voleva sentire il mio cazzo nel suo culo; ma si era dimenticata della sorpresa.</p>
<p>Scesi dal letto, aprii l’armadio e feci uscire mio fratello, che si era nascosto. Mio fratello ha 28 anni, ed è pure fidanzato, ma ero riuscito a convincerlo. Era già completamente nudo, e Carlotta, senza capire piu’ niente si getto’ sul suo cazzo (che’ ahime’ è molto più grande del mio) prendendolo completamente in gola. Mi stesi sul letto a pancia in su’, adagiai Carlotta sopra di me e la penetrai nuovamente nella fica bollente, mentre mio fratello comincio’ ad incularsela. I gemiti di Carlotta erano fortissimi mentre io e mio fratello la scopavamo come due dannati, io nella fica e lui nel culo, e dopo circa 10 minuti di affanni riempimmo con la nostra sborra nuovamente la sua bocca. Fu cosi che terminò quella fantastica giornata dopo aver fatto contento mio fratello e dopo aver soprattutto fatto godere come una vera porca Carlotta.</p>
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		<title>La famiglia del Brasile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 09:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Confessioni erotiche]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[nipoti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da anni mi prestavo a fare iniezioni a chi ne aveva bisogno. Questa volta fu proprio mia moglie (conosciuta in Brasile) a chiedermi di farne alcune ad una sua amica brasiliana come lei. Come sempre accettai di buon grado l&#8217;incarico e non pretendevo nulla in cambio. Lei telefonò subito alla sua amica Tania e confermò la mia disponibilità. Feci presente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da anni mi prestavo a fare iniezioni a chi ne aveva bisogno. Questa volta fu proprio mia moglie (conosciuta in Brasile) a chiedermi di farne alcune ad una sua amica brasiliana come lei. Come sempre accettai di buon grado l&#8217;incarico e non pretendevo nulla in cambio. Lei telefonò subito alla sua amica Tania e confermò la mia disponibilità. Feci presente di essere disponibile al mattino prima di andare al mio studio di Architetto.</p>
<p>Il mattino seguente, andai da Tania e conobbi così anche i suoi nipoti:  Marco, un bel ragazzo alto e magrolino con un viso più femmineo che mascolino. Poi c&#8217;erano le due gemelle di vent&#8217;anni, Anna e Marisol, bionde, formose, da far girare la testa, capirono subito che ero rimasto incantato dalla loro bellezza. Tania mi fece strada fino alla camera sua e, sdraiatasi sul letto, m&#8217;indicò il necessario che era sul suo comò. I nipoti rimasero nel corridoio, con aria molto tesa e preoccupata. Preparai la siringa col farmaco da iniettare, misi alcool sul cotone ed iniziai a strofinarlo sulla natica. Nel frattempo, con l&#8217;altra mano, infilai l&#8217;ago ed iniettai il farmaco, poi ripresi il cotone e massaggiai nuovamente la natica. I ragazzi che non avevano sentito nè versi di dolore e ne lamenti, entrarono in camera e guardarono la loro zia serena e soddisfatta. Chiesi a Tania di rimanere con me in camera e fece entrare per primo Marco che mi guardava molto insospettito. Gli dissi di spogliarsi e stendersi sul letto e la sua zia si sedette accanto a lui. Stesso rito: massaggio, zac con l&#8217;ago e di nuovo massaggio. Marco confermò anche lui di non avere sentito nulla. Poi Tania chiamò Marisol che si sdraiò sul letto e titubò un poco nello scoprire le sue magnifiche natiche. La rassicurai che anche lei non avrebbe sentito alcun dolore e sua zia le prese la mano tremante, invitandola a rilassarsi e non indurire il muscolo della natica, altrimenti avrebbe sentito tutto dall&#8217;inizio alla fine. Le praticai l&#8217;iniezione e, alla conclusione, anche lei ammise di non avere sentito alcun dolore. Venne infine il turno di Anna che entrò più sicura della sorella e si spogliò sfilandosi il vestitino di cotone che gli modellava maledettamente bene il suo sinuoso corpo. Si abbassò le mutandine, mostrandomi un pelosissimo monte mentre sua zia mi osservò sorridendo maliziosamente. Mentre preparavo la siringa, Anna si agitava rigirandosi sul letto, io quasi raggiunsi un&#8217;erezione fallica nell&#8217;osservarla. Le feci l&#8217;iniezione ed anche lei esultò per non avere provato dolore. Mi venne incontro e mi baciò sulla guancia, abbracciandomi ai fianchi. Non mi sfuggì però che, nel baciarmi, tirò fuori un pezzetto di lingua, sfiorandomi i baffi. Dopo che rimisi a posto il necessario per l&#8217;iniezioni, raggiunsi Tania in cucina che stava preparando un ottimo &#8220;cafè do Brasil&#8221; che già conoscevo, grazie a mia moglie. Nella prima settimana, (le iniezioni si sarebbero ripetute per due mesi, a causa di un&#8217;infezione gastrica venuta in seguito all&#8217;acqua del pozzo), tutto procedette normalmente ma, all&#8217;inizio della seconda, arrivai da Tania e ci trovai solo Marco. Non avendo fretta, essendo un libero professionista potevo arrivare al mio studio come e quando mi pareva, dissi a lui che avrei atteso il rientro delle donne. Intanto lui si offrì per liberarsi della mai gradita iniezione ed io acconsentii a fargliela subito. </p>
<p>Dopo aver eseguito l&#8217;iniezione, lui mi si avvicinò e mi stampò un bacio sulla guancia, ringraziandomi per non avergli fatto sentire mai dolore. Io gli sorrisi e mi sedetti sulla poltrona in salotto. Le donne finalmente arrivarono e, dopo averle servite tutte, prendemmo insieme il rituale caffè. Mentre sorseggiavo la bevanda, mi sento una mano scorrere sulla mia coscia destra e fermarsi all&#8217;inguine. Le gemelle erano ai miei lati, perciò potetti intuire chi di loro mi stava toccando: Marisol era alla mia destra. Preso il caffè finsi di appoggiare le mie mani sulle mie cosce come per darmi uno slancio per alzarmi in piedi ma posai la mia mano invece su quella di Marisol. Poi mi alzai e, salutando tutti loro, andai al mio ufficio. Il giorno dopo mi ritrovai nuovamente solo con Marco che però mi osservava maliziosamente. Senza tanti preamboli gli feci l&#8217;iniezione di sempre e, mentre rimettevo a posto le fiale del medicinale, lui di scatto si avvicinò a me e, molto abilmente mi slacciò la cintura ed i pantaloni caddero in terra. Non feci in tempo a realizzare quanto mi stava accadendo, che Marco mi aveva preso il mio strumento in bocca succhiandomelo meglio di una qualsiasi esperta puttana. Non fui in grado di fermarlo, ma infine godetti da morire, sborrandogli in bocca. Mi stavo riallacciando i pantaloni quando sentii aprirsi la porta d&#8217;ingresso mentre arrivarono le tre donne. Come sempre bucai i culetti a loro e, mentre poi si prendeva insieme il solito caffè, Marco si sedette alla mia sinistra e mi toccava il cazzo facendolo rialzare di nuovo ma la sua mano si scontrò con quella di Marisol che non perse l&#8217;occasione di cercare il mio sesso notando come si guardavano tra di loro. Il giorno seguente ci trovai tutti loro e non accadde nulla di nuovo: punture, caffè e arrivederci. Poi però, alcuni giorni dopo, mi ritrovai da loro, trovandoci però solo le gemelle perchè Tania e Marco erano al Pronto Soccorso in seguito ad una slogatura alla caviglia di Marco. Proposi a loro di farsi fare le punture, disposto a ritornare il pomeriggio per farla a Tania e Marco. Si guardarono e ridacchiarono un pò, poi andarono in camera dove c&#8217;era il necessario. Si sdraiarono l&#8217;una accanto all&#8217;altra e, mentre preparavo le siringhe, si voltarono verso me, esibendo le loro pelosissime vagine che mi mandarono il sangue alla testa. Le pregai di fare le brave e si rigirarono esibendo i loro culetti meravigliosi. Feci a tutte l&#8217;iniezione, e, mentre riponevo le cose a posto, insieme si alzarono e finirono di spogliarsi completamente spingendomi e facendomi cadere sul letto. In pochi attimi ero col cazzo di fuori e mentre una me lo ciucciava, l&#8217;altra mi infilava la lingua in bocca. Non so come ma finimmo a scopare come forsennati, eccitato come ero dalla loro bellezza e sensualità. La storia andò avanti per mesi, anche quando finirono le iniezioni ma loro venivano spesso al mio studio nelle prime ore del pomeriggio quando ero solo ed i miei collaboratori non arrivavano prima delle quindici e trenta. Avevo letteralmente perso la testa per quelle scatenate troiette !!</p>
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		<title>Una giornata fortunata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 10:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etero]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
		<category><![CDATA[mora]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p>Ero appena uscito da un appuntamento con un cliente, che mi aveva fruttato la firma di un buon contratto, e camminando senza fretta verso la mia macchina, che avevo parcheggiato poco lontano.</p>
<p>Durante il tragitto vidi, in lontananza, una donna che si avvicinava. Sempre attratto dall’universo femminile, la guardai con attenzione.<br />
Mora, capelli lunghi fino alle spalle, frangetta a nascondere la fronte con occhi grandi e belle labbra carnose.</p>
<p>Non molto alta 1.60 circa, indossava un paio di stivali sotto il ginocchio con un tacco non eccessivamente alto, calze nere, una gonna appena sopra il ginocchio con uno spacchetto laterale molto aderente che le disegnava la linea dei fianchi e poi un giubbetto in pelle stretto in vita e leggermente svasato ai fianchi, <a href="http://www.raccontieros.com/moana-bella-bionda-balcone/">Moana,</a> sotto cui si intuiva un bel seno.<br />
Indubbiamente una bella donna.<br />
Subito una ridda di pensieri peccaminosi invase la mia mente.<br />
Quando fu a meno di un metro da me il mio pensiero si materializzò in una frase detta ad alta voce.<br />
“Complimenti!!.. ti scoperei per ore!!”<br />
Immediatamente mi resi conto della gaffe e mi girai verso la donna, che nel frattempo mi aveva superato, per vederne la reazione.<br />
Nello stesso istante anche lei si girava tornando sui suoi passi.<br />
“Ahi….adesso mi arriva uno schiaffone!!” pensai.<br />
“E’ vero o sono solo fanfaronate da macho?!” disse guardandomi dritto negli occhi con un fare beffardo di sfida.<br />
La mia risposta fu altrettanto pronta.<br />
“Ti sembro uno in vena di scherzare?”<br />
“Allora vieni!!” continuò invitandomi a seguirla in un portone poco distante.</p>
<p>Poco dopo eravamo Coppie nel suo appartamento ed appena entrati iniziò a spogliarsi.</p>
<p>“Vediamo cosa sai fare!!”mi sussurrò con voce roca.<br />
In tempo record fummo entrambi nudi e potei così ammirare le sue belle forme.<br />
Il pube coperto da una folta ma ben curata pelliccia nera ed il seno alto e sodo coi capezzoli già turgidi d’eccitazione.<br />
Mi avvicinai e la baciai, facendo guizzare la lingua nella sua cavità orale, mentre con le mani mi impadronivo del seno e del sedere sodo e lei faceva altrettanto impossessandosi del mio scettro già gonfio.<br />
“Andiamo di la!” mi disse tirandomi in camera da letto.<br />
Ci sdraiammo sul letto e ricominciammo a baciarci poi cominciai a scendere sul collo e poi ancora più giù verso il seno leccandole a lungo i capezzoli. Da li lascio immaginare voi, subito dopo aver finito lei andò in bagno ed io non le diedi nemmeno il tempo di salutarmi che presi di corsa le mie cose e me ne andai in silenzio, proprio come sono entrato in quella casa.</p>
<div class="pvc_clear"></div>
<p class="pvc_stats">457 Visite totali, nessuna visita odierna</p>
<div class="pvc_clear"></div>

		</div>
	</div>
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