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	<description>Storie erotiche per adulti</description>
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		<title>Segreti in convento</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 10:49:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A diciannove anni ero suora in un convento, dopo due anni di noviziato ed ero illibata fino alla conoscenza di suor Natala avvenuta quando fu inviata presso il nostro convento appena avevo preso i voti. La conobbi quando la Madre Superiore la presentò nella sala delle riunioni, mi colpì subito poiché aveva un ciuffo di fuori dal copricapo, mi ricordò</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A diciannove anni ero suora in un convento, dopo due anni di noviziato ed ero illibata fino alla conoscenza di suor Natala avvenuta quando fu inviata presso il nostro convento appena avevo preso i voti. La conobbi quando la Madre Superiore la presentò nella sala delle riunioni, mi colpì subito poiché aveva un ciuffo di fuori dal copricapo, mi ricordò Geltrude dei promessi sposi, era bellissima ed io che già avevo fantasticato su di lei mi eccitai subito. Lei come magnetizzata mi fisso negli occhi ed io diventai tutta rossa e mi sentii subito vogliosa dentro. La seconda volta che la rividi fu quando, dopo pochi giorni, busso alla mia stanza, aprii, e mi consegnò un biglietto per poi sparire. Con molta curiosità chiusi a chiave la porta della mia stanza e lessi: “mi piaci molto, verrò alle due di stanotte , tu non preoccuparti come faccio”. </p>
<p>Erano appena passate le 20, mi buttai sul letto togliendomi la tonaca ed il sotto vestito, rimasi in mutande e con i miei piccoli seni all&#8217;insù, mi toccai la fica sopra le mutande, l&#8217;avevo fatto molte volte, e pressai senza avere il coraggio mai di toccarmi la carne del clitoride e delle labbra. Mi strofinavo, mi battevo la fica piano con un pugno chiuso e riuscivo ad avere piacere, ora avevo voglia di farmi violentare da Natala. Dopo diverse toccate, anche nel mio culo, sempre con le mutande sentii grattare la porta, capii subito mi alzai, misi una magliette ed in mutande aprii. Era Lei che entrando velocemente richiuse la porta. Aveva con se una borsetta. Mi disse: mi piaci assai voglio farti provare gioia e così dicendo si tolse la tunica e rimase con i seni grandi all&#8217;insù e con delle mutandine strettissime che io ignoravo che esistessero, si voltò mostrandomi il suo culo che era bello tonico con una fascia sottile delle mutande in mezzo le natiche. “Ti piacciono ?” “Tantissimo”. “L&#8217;hai mai fatto?” No risposi se non a 15 anni quando feci l&#8217;amore con mio cugino che mi sverginò. Si mise a ridere: “così verrà più facile”, si avvicinò alle mie labbra ed insinuò la sua lingua nella mia. Io ero umida nelle mutande che lei subito toccò e mi disse che ero maialina, posò il pacco che aveva in mano e mi face sdraiare sul letto. Mi tirò le mutandine, tolse le sue e sdraiandosi  sopra di me. Le due fiche si incontrarono. Lei mi baciava e mi strofinava la sua fica sulla mia baciandomi, leccandomi le orecchie, io ansimavo, poi cominciò subito a leccarmi la fica, “mettiti a pecorina”, lo feci. Lei continuò a leccarmi ora anche il buco del culo, mi ci infilò un dito poi due dopo aver sputato nel mio orifizio, poi infilò le dita nella mia fica e mi leccò il culo…<br />
“Sei troia ma voglio godere anch&#8217;io chiavandoti.” Nel pacchetto prese un grosso membro e mi fece sdraiare si infilò una parte di esso che aveva un terminale nella sua fica e mi invitò ad allargare le cosce, lo feci e subito sentii il suo cazzo di gomma dentro la mia fica, piano piano mi sbatteva, poi più forte, gridavo quasi dal dolore. Sfilò il cazzo della mia fica rimanendo però il pezzo del suo sempre dentro la sua fica. Mi misi a pecorina però col culo in alto e le mani in faccia. Mi sputò nel buchetto e poi piano piano incominciò ad infilarmi il cazzo. Mi disse: aspetta e vedrai. Con dolcezza mi entrava piano piano, poi tutto fino in fondo e si muoveva a ritmo lento. Mi piaceva. Dopo disse: devi menarti il clitoride mentre ti chiavo il culo. Così feci. Sentii una sensazione di forte goduria l&#8217;ano si sincronizzava con lo sfintere e il clitoride, ero tutta bagnata. Tu mi piaci -fece-<br />
Io sono innamorata gridai. Mentre lei mi sfondava io godetti più volte. Siamo state assieme fino alle 4 di quel mattino. </p>
<p>Dopo quella fantastica notte mi liquidò dicendomi: ciao me ne devo andare, stai attenta a non fartene accorgere del nostro rapporto.. Io risposi serenamente e sfinita.. Tranquilla, ciao ti amo.</p>
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		<title>Chi c’è dietro la maschera?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 19:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Orge/Gang Bang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano le 5 del mattino, nella campagna toscana era ancora buio pesto quando Sonia si svegliò. Si tolse di scatto le pesanti coperte, le uniche a celare il suo seno prosperoso e la sua figa pelosa, visto che era solita addormentarsi nuda dopo essersi masturbata a notte fonda, bramando di essere scopata con forza da un aitante maschione in grado</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano le 5 del mattino, nella campagna toscana era ancora buio pesto quando Sonia si svegliò. Si tolse di scatto le pesanti coperte, le uniche a celare il suo seno prosperoso e la sua figa pelosa, visto che era solita addormentarsi nuda dopo essersi masturbata a notte fonda, bramando di essere scopata con forza da un aitante maschione in grado di farla godere come una vera cagna in calore. Una piccola trasgressione che poteva permettersi ogni notte dato che viveva da sola nella sua villetta in campagna.<br />
Scivolò fuori dal letto desiderosa di recarsi nell’ufficio dove lavorava come segretaria, c’era un aumento di stipendio ad attenderla. Se l’era meritato, era stata “carina” con il suo capo la scorsa notte, aveva dato il suo corpo in cambio di una paga maggiore e più ci pensava e più si sentiva fiera di lei, del potere che aveva sugli uomini che non riuscivano mai a dirle no. </p>
<p>Era pronta a lavarsi e vestirsi ed uscire in fretta e furia quando sentì il suo stallone di nome Furia nitrire rumorosamente e scalciare impetuosamente contro la porta della stalla, come se volesse liberarsi. Fuori pioveva a dirotto, forse un tuono aveva spaventato lo stallone. Desiderosa di confortare il suo amato cavallo, indossò prontamente la sua veste di seta nera e si recò di corsa nella stalla respirando affannosamente, ma quando aprì la porta dell’equino non c’erano più tracce. Dov’era finito? Neanche il tempo di chiederselo che due aitanti maschioni con solo un jeans indosso la afferrarono con forza: uno di loro, completamente calvo e con una vistosa cicatrice in volto la teneva ferma da dietro, mentre l’altro, bruno e di bell’aspetto era lì di fronte a lei e le sorrideva in maniera maliziosa urlandole: “sei proprio una zoccola, sei una vera cagna. Lo sai brutta puttana che finalmente i tuoi sogni stanno per diventare realtà, lurida succhiacazzi che non sei altro? Preparati a godere come non hai fatto mai in vita tua”.<br />
Nonostante la situazione non fosse delle più rosee, Sonia non era affatto intimorita dalle parole dell’uomo che era lì di fronte a lei desideroso di scoparla in compagnia del suo amico. Inaspettatamente quella situazione di pericolo l’aveva eccitata al punto che non appena l’uomo finì di parlare, lei gli afferrò il cazzo con forza e se lo infilò tutto in bocca andando su e giù velocemente con la testa desiderosa di far impazzire di piacere il “selvaggio” molestatore, invitando, tra una leccata e l’altra, l’uomo che era alle sue spalle a sfondarle il culo. Quest’ultimo non se lo fece ripetere due volte, afferrò prontamente il suo cazzone di 22 centimetri e iniziò a scopare Sonia con foga urlandole: “non aspettavi altro, che vergogna, e dire che quegli stronzi dei tuoi genitori ti hanno fatta studiare dalle suore orsoline, ti volevano suora, tzè, se sapessero che la loro angelica figlioletta è in realtà una troiona matricolata morirebbero di infarto seduta stante. Che zoccola!”.<br />
Alle parole di quell’uomo Sonia venne attraversata da una strana sensazione, a metà strada fra eccitazione e paura: chi era quell’uomo? Come faceva a conoscere i suoi genitori e ad avere tutte quelle informazioni su di lei?<br />
La sua voce gli sembrava familiare, ma la semi oscurità della stalla e la posizione in cui era costretta non gli permetteva di guardarlo in volto, non gli dava la possibilità di riconoscerlo. Pervasa da questo sentimento, promise all’uomo di farsi scopare tutte le volte che lui avrebbe voluto, ma in cambio lui avrebbe dovuto rivelare la sua identità.<br />
Lui accettò prontamente, ma a patto che lei si sarebbe fatta scopare per 2 mesi in quella stalla, alle prime luci del mattino e che durante l’atto sessuale lui avesse avuto la possibilità di indossare un cappuccio in modo da rivelarle la sua identità solo al termine dei due mesi.<br />
Lei accettò travolta da uno strana sensazione di eccitazione e curiosità: nonostante fosse sotto scacco di quell’uomo, la situazione la intrigava ed il suo cazzo che continuava ad entrare e ad uscire dal suo culo con forza le provocava un piacere immenso, piacere che avrebbe manifestato con sonore urla, se l’altro uomo non le avesse riempito la bocca con il suo enorme cazzone.<br />
Dopo 1 ora di sesso sfrenato, entrambi le vennero copiosamente nel culo e nella bocca. Prima di rivestirsi, l’uomo che la sodomizzava la invitò a tenere fede alla sua promessa, altrimenti le sarebbe accaduto qualcosa di veramente spiacevole. Sonia non potette far altro di promettere di rispettare i patti, e così fece.<br />
L’indomani mattina, al primo canto del gallo indossò la sua vestaglia di seta nera e si recò di corsa nella stalla. Ad attenderla però non c’era solo l’uomo incappucciato del giorno prima, ma altri 2, desiderosi di scoparla con foga. La storia si ripetete per due lunghi mesi: ogni giorno l’uomo portava con sé due uomini diversi pronti ad approfittare del corpo di Sonia insieme a lui.<br />
Furono due lunghissimi mesi, costellati dal piacere e dal tormento per l’insospettabile Sonia, che durante questo periodo aveva continuato a vivere la sua vita come se non ci fosse nulla di anomalo nella sua esistenza, senza parlarne con anima viva, del resto non credeva di poter fare altrimenti.<br />
Al termine dell’ultimo incontro sessuale, l’uomo tenne fede alla sua promessa sfilandosi il cappuccio fuori dalla stalla per rivelarle la su identità: appena Sonia vide il volto di lui, provò un sentimento contrastante, un mix di odio e amore. Motivo?</p>
<p>Colui che l’aveva sodomizzata con forza in questi due lunghi mesi, costringendola anche a soddisfare sessualmente diversi uomini di volta in volta, una volta toltosi la maschera, scoprii che il suo dolcissimo e premuroso ex ragazzo, colui che l’aveva lasciata all’età di 16 anni per entrare in seminario desideroso di diventare prete. Mentre lei lo fissava attonita e sbigottita, l’uomo gli rivelò che in tutti questi anni passati in seminario non aveva fatto altro che pensare a lei, desideroso di riabbracciarla, di fare l’amore con lei, ma di essersi voluto punire per averla abbandonata condividendo il suo corpo con altri uomini, alte cariche della chiesa che contattava di volta in volta. </p>
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