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	<description>Storie erotiche per adulti</description>
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		<title>Un trenino inaspettato per il camionista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 09:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Orge/Gang Bang]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano le 4 del mattino di un gelido inverno, quando Rocco decise di fermare il suo camion su un’area di servizio. Era distrutto, stava guidando ininterrottamente da 16 ore e aveva una voglia matta di chiudersi nei cessi dell’Autogrill per spararsi una sega. Le foto hot che aveva appese nella sua cabina l’avevano eccitato ed era più di 1 mese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano le 4 del mattino di un gelido inverno, quando Rocco decise di fermare il suo camion su un’area di servizio. Era distrutto, stava guidando ininterrottamente da 16 ore e aveva una voglia matta di chiudersi nei cessi dell’Autogrill per spararsi una sega. Le foto hot che aveva appese nella sua cabina l’avevano eccitato ed era più di 1 mese che non scopava sua moglie Luana, Milf insaziabile con la passione per il bondage e le pecorine selvagge, tant’è che Rocco spesso la sodomizzava sul balcone alle prime luci dell’alba dandole della troia rotta in culo golosa di sborra calda. </p>
<p>Scese di corsa per raggiungere il bagno dell’Autogrill, ma in quel momento una donna, nel frattempo salita a bordo del suo camion, urlò verso di lui: “yuu, bel maschioneeeee, che me lo dai un passaggio?”<br />
Rocco non credeva ai suoi occhi: era una donna bellissima, una biondona con un seno da favola e degli occhi azzurro ghiaccio, tant’è che prima di precipitarsi rinunciando a svuotare la vescica e le palle pensò bene di chiederle se nascondesse una “sorpresina” sotto, ottenendo come risposta che il suo nome era Ingrid, veniva dalla Russia e che ovviamente non aveva nulla di cui preoccuparsi, che lì sotto c’era un triangolino ad attenderlo e non un cazzo da far invidia ad uno stallone americano. </p>
<p>Scettico, ma troppo eccitato per guardare il pelo nell’uovo, Rocco decise di rischiare: mai scelta si rivelò più azzeccata visto che a bordo del camion oltre ad Ingrid c’era anche una mulatta di nome Fatima, anch’essa dotata di un corpo da favola: sesta di seno ed un culo sodo in grado di far impallidire Jill Cooper.<br />
Rocco se le sarebbe scopate seduta stante, se non fosse stato per un piccolo particolare: doveva pisciare. Un problema facilmente risolvibile secondo le due ragazze che gli chiesero espressamente di pisciare nella loro bocca, facendo anche i gargarismi con il piscio dell’uomo per poi passarselo di bocca in bocca durante un bacio saffico. Una scena tanto eccitante, quanto raccapricciante per Rocco, che nonostante fosse tutt’altro che uno stinco di santo, fino ad allora non aveva mai pisciato in bocca ad una donna né assistito ad un bacio fra due donne intente a “palleggiarsi” il piscio, manco a parlare del rapporto a 3 che si apprestava a consumare.<br />
Nello stesso istante in cui si sfilò i calzoni ed inserì il suo cazzo nel culo di Fatima, posizionatasi a pecora per l’occasione, alle sue spalle giunse un nero muscoloso che con la stessa prontezza glielo “piantò” nell’orifizio anale. Chi era costui?<br />
Ibrahim, il ragazzo di Fatima, che lo costrinse a prendere un accordo: il camionista si sarebbe scopato la sua donna, mentre lui avrebbe fatto il culo a Rocco. Uno scambio che sarebbe potuto sembrare alla pari, se non fosse per il cazzone da 27 centimetri di Ibrahim. E fu così che per ogni colpo di minghia che Rocco dava a Fatima, che dal canto suo gemeva come una maiala chiedendo al camionista di spingere sempre più forte mentre Ingrid le leccava la figa e accarezzava le palle di Ibrahim, il mastodontico nero inculava quest’ultimo con foga dandogli dell’italiano impotente, incapace di far godere la sua donna e promettendogli che ben presto sarebbe corso da sua moglie per dimostrarle come scopa un vero uomo.<br />
Dopo 30 minuti di inculate selvagge, Rocco sborrò nel culo di Fatima e Ibrahim per non essere da meno riservò lo stesso trattamento al culo del camionista che finì per essere letteralmente inondato dalla calda sborra dell’uomo di colore, sborra che poi finì per essere leccata da Ingrid (sia quella nel culo di Rocco che quella nel culo di Fatima), mentre quest’ultima veniva inchiappettata a sua volta da Ibrahim, ancora con il cazzo in tiro e capace di scopare nonostante la formidabile sborrata di qualche minuto prima.<br />
Concluse le “pulizie”, il camionista sembrava sollevato per essere scampato ad una situazione che poteva mettersi male per lui, non solo per l’enorme cazzo di Ibrahim: avrebbero potuto malmenarlo e rubargli il camion, etc. Purtroppo per lui le sue speranze si rivelarono infondate, visto che Ibrahim sembrava intenzionato più che mai a tenere fede alla parola data, ovvero scopare la moglie di Rocco. Come? </p>
<p>Ricattandolo! Il trenino era stato ripreso da una videocamera montata da Ingrid e Fatima a bordo del camion. I 3 ricattarono Rocco che fu costretto a condurli a casa di sua moglie Luana, il programma della serata era il seguente: Ibrahim avrebbe scopato la donna, mentre Ingrid e Fatima avrebbero deliziato Rocco. E così avvenne quando arrivarono a casa del camionista, con la signora Luana che si ritrovò il cazzo in bocca del nero non appena aprì la porta. Una scopata selvaggia che purtroppo per Rocco si tradusse in divorzio, visto che, entusiasmata dalla performance offerta dall’uomo di colore, la donna decise di piantarlo in asso scappando con lo stallone nero che l’aveva tanto soddisfatta.</p>
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		<title>Chi c’è dietro la maschera?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 19:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Orge/Gang Bang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano le 5 del mattino, nella campagna toscana era ancora buio pesto quando Sonia si svegliò. Si tolse di scatto le pesanti coperte, le uniche a celare il suo seno prosperoso e la sua figa pelosa, visto che era solita addormentarsi nuda dopo essersi masturbata a notte fonda, bramando di essere scopata con forza da un aitante maschione in grado</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano le 5 del mattino, nella campagna toscana era ancora buio pesto quando Sonia si svegliò. Si tolse di scatto le pesanti coperte, le uniche a celare il suo seno prosperoso e la sua figa pelosa, visto che era solita addormentarsi nuda dopo essersi masturbata a notte fonda, bramando di essere scopata con forza da un aitante maschione in grado di farla godere come una vera cagna in calore. Una piccola trasgressione che poteva permettersi ogni notte dato che viveva da sola nella sua villetta in campagna.<br />
Scivolò fuori dal letto desiderosa di recarsi nell’ufficio dove lavorava come segretaria, c’era un aumento di stipendio ad attenderla. Se l’era meritato, era stata “carina” con il suo capo la scorsa notte, aveva dato il suo corpo in cambio di una paga maggiore e più ci pensava e più si sentiva fiera di lei, del potere che aveva sugli uomini che non riuscivano mai a dirle no. </p>
<p>Era pronta a lavarsi e vestirsi ed uscire in fretta e furia quando sentì il suo stallone di nome Furia nitrire rumorosamente e scalciare impetuosamente contro la porta della stalla, come se volesse liberarsi. Fuori pioveva a dirotto, forse un tuono aveva spaventato lo stallone. Desiderosa di confortare il suo amato cavallo, indossò prontamente la sua veste di seta nera e si recò di corsa nella stalla respirando affannosamente, ma quando aprì la porta dell’equino non c’erano più tracce. Dov’era finito? Neanche il tempo di chiederselo che due aitanti maschioni con solo un jeans indosso la afferrarono con forza: uno di loro, completamente calvo e con una vistosa cicatrice in volto la teneva ferma da dietro, mentre l’altro, bruno e di bell’aspetto era lì di fronte a lei e le sorrideva in maniera maliziosa urlandole: “sei proprio una zoccola, sei una vera cagna. Lo sai brutta puttana che finalmente i tuoi sogni stanno per diventare realtà, lurida succhiacazzi che non sei altro? Preparati a godere come non hai fatto mai in vita tua”.<br />
Nonostante la situazione non fosse delle più rosee, Sonia non era affatto intimorita dalle parole dell’uomo che era lì di fronte a lei desideroso di scoparla in compagnia del suo amico. Inaspettatamente quella situazione di pericolo l’aveva eccitata al punto che non appena l’uomo finì di parlare, lei gli afferrò il cazzo con forza e se lo infilò tutto in bocca andando su e giù velocemente con la testa desiderosa di far impazzire di piacere il “selvaggio” molestatore, invitando, tra una leccata e l’altra, l’uomo che era alle sue spalle a sfondarle il culo. Quest’ultimo non se lo fece ripetere due volte, afferrò prontamente il suo cazzone di 22 centimetri e iniziò a scopare Sonia con foga urlandole: “non aspettavi altro, che vergogna, e dire che quegli stronzi dei tuoi genitori ti hanno fatta studiare dalle suore orsoline, ti volevano suora, tzè, se sapessero che la loro angelica figlioletta è in realtà una troiona matricolata morirebbero di infarto seduta stante. Che zoccola!”.<br />
Alle parole di quell’uomo Sonia venne attraversata da una strana sensazione, a metà strada fra eccitazione e paura: chi era quell’uomo? Come faceva a conoscere i suoi genitori e ad avere tutte quelle informazioni su di lei?<br />
La sua voce gli sembrava familiare, ma la semi oscurità della stalla e la posizione in cui era costretta non gli permetteva di guardarlo in volto, non gli dava la possibilità di riconoscerlo. Pervasa da questo sentimento, promise all’uomo di farsi scopare tutte le volte che lui avrebbe voluto, ma in cambio lui avrebbe dovuto rivelare la sua identità.<br />
Lui accettò prontamente, ma a patto che lei si sarebbe fatta scopare per 2 mesi in quella stalla, alle prime luci del mattino e che durante l’atto sessuale lui avesse avuto la possibilità di indossare un cappuccio in modo da rivelarle la sua identità solo al termine dei due mesi.<br />
Lei accettò travolta da uno strana sensazione di eccitazione e curiosità: nonostante fosse sotto scacco di quell’uomo, la situazione la intrigava ed il suo cazzo che continuava ad entrare e ad uscire dal suo culo con forza le provocava un piacere immenso, piacere che avrebbe manifestato con sonore urla, se l’altro uomo non le avesse riempito la bocca con il suo enorme cazzone.<br />
Dopo 1 ora di sesso sfrenato, entrambi le vennero copiosamente nel culo e nella bocca. Prima di rivestirsi, l’uomo che la sodomizzava la invitò a tenere fede alla sua promessa, altrimenti le sarebbe accaduto qualcosa di veramente spiacevole. Sonia non potette far altro di promettere di rispettare i patti, e così fece.<br />
L’indomani mattina, al primo canto del gallo indossò la sua vestaglia di seta nera e si recò di corsa nella stalla. Ad attenderla però non c’era solo l’uomo incappucciato del giorno prima, ma altri 2, desiderosi di scoparla con foga. La storia si ripetete per due lunghi mesi: ogni giorno l’uomo portava con sé due uomini diversi pronti ad approfittare del corpo di Sonia insieme a lui.<br />
Furono due lunghissimi mesi, costellati dal piacere e dal tormento per l’insospettabile Sonia, che durante questo periodo aveva continuato a vivere la sua vita come se non ci fosse nulla di anomalo nella sua esistenza, senza parlarne con anima viva, del resto non credeva di poter fare altrimenti.<br />
Al termine dell’ultimo incontro sessuale, l’uomo tenne fede alla sua promessa sfilandosi il cappuccio fuori dalla stalla per rivelarle la su identità: appena Sonia vide il volto di lui, provò un sentimento contrastante, un mix di odio e amore. Motivo?</p>
<p>Colui che l’aveva sodomizzata con forza in questi due lunghi mesi, costringendola anche a soddisfare sessualmente diversi uomini di volta in volta, una volta toltosi la maschera, scoprii che il suo dolcissimo e premuroso ex ragazzo, colui che l’aveva lasciata all’età di 16 anni per entrare in seminario desideroso di diventare prete. Mentre lei lo fissava attonita e sbigottita, l’uomo gli rivelò che in tutti questi anni passati in seminario non aveva fatto altro che pensare a lei, desideroso di riabbracciarla, di fare l’amore con lei, ma di essersi voluto punire per averla abbandonata condividendo il suo corpo con altri uomini, alte cariche della chiesa che contattava di volta in volta. </p>
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