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	<title>padre</title>
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	<description>Storie erotiche per adulti</description>
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		<title>Una bella &#8220;sorpresa&#8221; sotto l&#8217;albero di Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Racconti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 11:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Confessioni erotiche]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Tania, ho 18 anni e tutti mi credono una ragazza modello, studiosa e timorosa di Dio: faccio parte degli scout da quando avevo 7 anni, sono volontaria nella Croce Rossa del mio piccolo paesino alle porte di Roma da 4 anni, la domenica non manco mai ad una messa, eppure il mio Natale 2014, quello appena trascorso, fra canti, preghiere, calore familiare, buoni sentimenti e propositi per il nuovo anno, mi ha fatto scoprire la verità sul mio conto: sono una gran puttana! Cosa??? Sì e vi spiego il perché. Chi mi conosce sa che ho sempre detto di voler arrivare vergine al matrimonio e quanto i miei genitori ci tengano a questo “traguardo”, più cattolici e bigotti di me, austeri e repressivi. Mi hanno cresciuta con il timore del sesso, facendomelo vedere come qualcosa di sporco, da evitare a tutti i costi, inscindibile dall’amore. E io ero convinta del fatto che mai e poi mai sarei finita per essere sopraffatta dagli istinti primordiali, concedendo le mie grazie al primo che passa. Povera illusa, povera scema, lurida troia ipocrita che non sono altro. </p>
<p>Era la notte di Natale, quando di ritorno dalla consueta messa della mezzanotte alla quale avevo partecipato in compagnia dei miei genitori, quando Rocco, il padre della mia amica Sara, costretta a casa con la varicella, l’unica malattia infettiva che non aveva ancora preso a quell’età, mi invita a passar da loro, dicendomi che la mia amica aveva bisogno di vedermi, erano settimane che la mia amica era a letto.Il padre di Sara era convinto che il calore umano di un’amica l’avrebbe aiutata a riprendersi o perlomeno alleviato le sue sofferenze. Convinsi i miei genitori a lasciarmi andare, visto che non correvo alcun pericolo: avevo avuto la varicella all’età di 12 anni, pertanto non ero a rischio contagio. E fu così che salì nell’auto del padre di Sara con l’obiettivo di dare un po’ di conforto alla mia amica. </p>
<p>Mentre eravamo in auto, mi accorsi che Rocco sembrava diverso rispetto al solito, spiritoso e spigliato. In genere era una persona timida, riservata, schiva, uno che non fa mai domande, invece, quella sera, non faceva altro che chiedermi di me, di come trascorressi il tempo libero, di quali fossero le mie passioni, se avevo un ragazzo, etc. Ero sorpresa di questo suo cambiamento, ma pensai che questa sua loquacità fosse dovuta al clima natalizio. Mentre pensavo fra me e me cosa rispondergli, e mi confessò che aveva bevuto qualche bicchiere di troppo e che ciò gli aveva permesso di lasciarsi andare, manifestare il suo interesse nei miei confronti, che era stanco di essere un padre ed un marito esemplare, visto da tutti come un esempio da seguire. </p>
<p>Risi di fronte alle sue confessioni, pensando ad uno scherzo, ma quando finimmo per sbattere contro un albero di Natale capì che era tutto vero: aveva davvero bevuto. Per fortuna quell’incidente non si rivelò particolarmente rovinoso, lui non si fece nulla, io mi slogai una caviglia, ma nonostante il dolore, non riuscì a fare a meno di ammirare stupefatta quell’enorme albero di Natale contro il quale eravamo andati a sbattere. Era lì, enorme e tutto adornato nel centro della piazza del paese semideserta, un vero spettacolo a cui assistevo incantata come una bambina, ero come rapita, quando sentì il respiro di Rocco sul mio collo che palpandomi il seno mi chiese se volessi vedere il suo di “albero”, che in quanto a bellezza non aveva nulla da invidiare. </p>
<p>Rimasi impietrita, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, soprattutto dal padre della mia amica Sara, pensai di scacciarlo via, ma lui mi fece notare che i miei capezzoli erano turgidi, che ero visibilmente eccitata e mentre mi bisbigliava porcate all’orecchie continuava a palparmi le mie tettone (ho una sesta) con sempre più foga. Finì per cedere alle sue voglie, complice anche la mia caviglia dolorante: mi alzò di peso per darmi la possibilità di aggrapparmi a quel magnifico albero di Natale mentre lui mi inculava con foga, dandomi della rotta in culo e dicendomi che quel coglione di mio padre non avrebbe avuto nulla da temere, che mi avrebbe lasciato la figa intatta, non avrebbe attentato alla mia verginità, gli bastava farmi il culo. Già, a lui bastava farmi il culo, ma a me no, infatti dopo 20 minuti trascorsi a farmi sfondare l’ano facendo su e giù sul suo bel cazzone gli chiesi di sverginarmi. </p>
<p>E’ stato bellissimo nonostante quella colata di sangue, umori e sborra: gli chiesi di venirmi dentro e darmi della puttana nel mentre. Impazzì di piacere nell’essere inondata della sua sborra calda, del tutto incurante del fatto di poter rimanere incinta. Per fortuna conclusa la scopata natalizia sotto l’albero, lui mi confessò di aver fatto la vasectomia, visto che aveva già 3 figli e non poteva permettersene altri. Una gran fortuna, visto che da allora con una scusa ci vediamo ogni sera e lui mi sborra dentro dopo avermi scopato in tutte le posizioni.<br />
Spero che nessuno lo venga mai a sapere, a mio padre verrebbe un colpo e la mia amica Sara non mi guarderebbe neanche più in faccia..</p>
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		<title>Un angelo con l&#8217;anima da maiala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RaccontiEros]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 13:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Erano le 8 del mattino in uno dei quartieri della cosiddetta Roma “bene”, una delle poche isole felici della capitale dove non era difficile incontrare adolescenti felici e spensierate come Giulia, che quel giorno si era appena svegliata più raggiante che mai. Motivo? Ora era maggiorenne: era il giorno del suo compleanno ed aveva raggiunto i tanti agognati 18 anni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Erano le 8 del mattino in uno dei quartieri della cosiddetta Roma “bene”, una delle poche isole felici della capitale dove non era difficile incontrare adolescenti felici e spensierate come Giulia, che quel giorno si era appena svegliata più raggiante che mai. Motivo? Ora era maggiorenne: era il giorno del suo compleanno ed aveva raggiunto i tanti agognati 18 anni.<br />
Era felice, anzi strafelicissima, non tanto nel sognare i regali che le avrebbero fatto genitori, parenti e amici: un’auto solo per lei, vestiti, viaggi in paradisi tropicali, ma per la possibilità di festeggiare con le persone che l’amavano. Eh già, perché nonostante il suo essere ricca, Giulia era una ragazza tranquilla, dolcissima, timida, senza troppi grilli per la testa, come l’Alba Chiara cantata da Vasco Rossi. </p>
<p>Era arrivata a 18 anni senza aver mai baciato un ragazzo, presa in giro costantemente dalle sue amiche che si erano “date da fare” già da un po’. Motivo? “Lei credeva nell’amore romantico”, voleva che la sua prima volta fosse speciale e fare l’amore solo dopo il matrimonio, con la persona che avrebbe trascorso con lei tutta la vita. Un sogno romantico d’altri tempi che faceva ridere di gusto le sue amiche che la chiamavano figa di legno, passera morta, Albachiava e tanti altri “simpatici” appellativi che la facevano soffrire, almeno all’apparenza. All’apparenza?</p>
<p>Si, era tutta apparenza, perché in realtà Giulia custodiva un segreto che non aveva rivelato a nessuno, segreto che quella sera avrebbe potuto rivelare a tutti grazie ad un “insolito” regalo di compleanno che una persona a lei sconosciuta aveva deciso di farle, un autentico ricatto che l’adolescente stava vivendo con una strana gioia. Qual’era il segreto di Giulia? Era vergine e non aveva mai baciato un ragazzo, vero, ma era comunque una gran troia. Il motivo?<br />
Come già detto non aveva mai baciato un ragazzo, ma di cazzi invece ne aveva baciati in quantità industriali e chi le aveva scritto quella lettera lo sapeva benissimo. Cosa????<br />
Eh già, dall’età di 14 anni Giulia partecipava a gang bang in maschera in cui si lasciava sodomizzare con foga e spompinava con gusto grossi cazzoni mentre li stringeva nei suoi enormi seni: era un’Albachiara con il corpo e l’anima da maiala, un fisico irresistibile e seducente che lei nascondeva dietro maglioni slabbrati, labbra carnose da pompinara incallita che celava con l’assenza di rossetto, uno sguardo da maiala, occhi intriganti in grado di farlo divenire duro anche ad un monaco buddista 90 enne cardiopatico che lei nascondeva dietro dei bruttissimi occhiali da “secchioncella”. Aveva deciso di rimanere vergine perché i suoi erano molto devoti ed erano soliti portarla dal ginecologo per assicurarsi della sua integrità morale. </p>
<p>Sì, Giulia era un’attrice degna delle migliori dive di Hollywood, aveva ingannato tutti per 4 lunghi anni e ora grazie ad una lettera di uno “psicopatico” che diceva di essere riuscita a filmarla senza maschera mentre spompinava il cazzone di un uomo di colore per poi farsi sborrare in faccia, aveva deciso di rivelare a tutti la sua storia. Era come sollevata, avrebbe potuto finalmente gettare la maschera che portava con sé anche nella vita di tutti i giorni, rinunciando ad una doppia vita sempre più difficile da gestire: una santa fra i banchi di scuola e con gli amici, un’autentica maiala dove nessuno poteva vederla o meglio dove tutti erano d’accordo con lei. Dove?<br />
Giulia teneva lezioni di equitazione, ogni pomeriggio alle 18 suo padre l’accompagnava in un maneggio fuori città per poi venirla a riprendere alle 20.30 in punto. Non a caso la ragazza era diventata una cavallerizza provetta. E lei cavalcava e come se cavalcava, ma non il dorso di un cavallo, ma grossi cazzoni. E qui infatti che avvenivano le gang bang a cui la ragazza prendeva parte, con uomini diversi di volta in volta. Un “teatrino hot” organizzato dal suo istruttore, che era riuscito a sedurla 4 anni fa fino a coinvolgerla in questi giochi piccanti. Lui era l’unico a conoscere la sua identità, eppure Giulia non sospettava di lui, in cuor suo sapeva che non era stato l’uomo che amava a scrivere la lettera. E chi allora? </p>
<p>Giulia non lo sapeva, ma l’avrebbe scoperto quella sera stessa, alle 22, nel locale in cui si festeggiava il suo compleanno, qualcuno l’avrebbe anticipata, senza darle la possibilità di rivelare a genitori, amici e parenti di essere una gran troia succhiacazzi dal culo sfondato.<br />
Quella sera difatti entrando nel locale la ragazza non credeva ai suoi occhi: sui divanetti a forma di cazzo c’erano uomini e donne che davano il via ad orge e cazzi di gomma in tutto il locale. Al suo ingresso lo speaker l’accolse urlando: auguri a te Giulia, pompinara infaticabile, instancabile rotta in culo che tanto ci ha fatto sognare in questi 4 lunghissimi anni. A te vanno i nostri migliori auguri ed ovviamente tutta la nostra sborra! </p>
<p>Giulia era attonita, ma non ebbe neanche un secondo per rendersi conto di quel che gli stava succedendo che tutti gli invitati maschi si denudarono prontamente invitandola a scopare con loro. Fra questi c’era anche il suo amato ed integerrimo paparino, che mentre la invitava a spompinare il suo cazzone le rivelò che era lui l’autore della lettera, che aveva sempre saputo tutto, in quanto d’accordo con l’istruttore. La ragazza provò un sentimento contrastante dopo questa rivelazione, qualcosa a metà strada fra schifo, tradimento ed eccitazione, ma probabilmente era stata quest’ultima ad avere la meglio visto che la ragazza non mancò di succhiare il cazzo del padre con foga mentre sua madre la teneva per i capelli invitandola a ciucciare con sempre più foga e a fine serata decise di lasciarsi sverginare la figa da lui. </p>
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